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La Maggiolina sotto i riflettori di Striscia

Qui arrivano cani e gatti in condizioni disperate e vengono rimessi in piedi con amore

Besana, 30 ottobre 2012 - Ha preso carta e penna e ha deciso di chiedere aiuto per poter continuare a ospitare gli animali abbandonati in attesa di un'adozione. Silvia Sonnino, titolare del rifugio La Maggiolina in via Leopardi, che da decenni è stato la casa per cani e gatti abbandonati dell'alta Brianza, ha affidato al web il suo grido di aiuto. "Mi trema la mano, mai avrei pensato di scrivere ma è venuto il momento di chiedere aiuto - è stata la missiva inviata ai tanti amici del canile brianzolo -. Con dignità La Maggiolina vi dice che è prossima alla liquidazione, poichè ormai non ci sono quasi più fondi". Oltre alla titolare lavorano stabilmente alcuni dipendenti oltre ad uno staff di oltre 50 volontari che si alternano tutti i giorni per dare una mano. Meno di un anno fa, grazie ad un'inchiesta di Striscia la Notizia, il canile besanese era diventato famoso per il caso di una decina di cuccioli che erano stati esporti illegalmente dall'Europa dell'Est riuscendo a saltare i controlli della dogana. Proprio i cucciolotti sono stati salvati e curati dai volontari della Maggiolina. Una delle tante piccole e grandi storie a lieto fine che hanno visto protagonista la struttura besanese. "Non si potranno più soccorrere e intervenire in casi speciali, non si potranno più salvare 130 gattini all'anno, ospitare decine di cani, accogliere numerosi cuccioli sotto sequestro giudiziario in attesa di affido a titolo non oneroso per lo Stato. Neppure i cani in pensione potranno più essere ospitati e i loro proprietari sanno bene in che considerazione particolare teniamo ognuno di loro, sia esso vecchietto o malato o semplicemente timidissimo. Non ospiteremo neppure più i nostri ex (cani e gatti affidati a noi) perchè le pensioni aiutano al mantenimento del rifugio cinofilo ma, se questo chiude, La Maggiolina non ha più ragione di essere", è il toccante appello di Silvia Sonnino. Da anni proprio nel centro besanese arrivano, da tutta Italia, in condizioni disperate, molti degli animali sequestrati alla criminalità organizzata o da canili lager. Bossolo, un cane disabile che usa un girello per spostarsi, è stato usato come bersaglio da alcuni affiliati alla organizzazione malavitose. Pop, invece, è più fortunato e ha tre zampe: la quarta gli è stata strappata dal fil di ferro che il suo padrone gli ha messo prima di agganciarlo all'auto e partire. Sono le cosiddette "adozioni del cuore": cani e gatti che hanno bisogno di tante attenzioni e un po' di amore in più rispetto agli altri amici ospitati. A far scattare l'allarme, la crisi che vede ridurre il numero e l'entità delle donazioni e aumentare il costo di cibo e materiali usati per accudire gli animali. "Visti i tempi che corrono un numero sempre minore di persone può permettersi il lusso di fare i volontari ma gli animali vanno accuditi, puliti, curati e coccolati tutti i giorni, 365 giorni all'anno - spiega Silvia -. Inoltre sono aumentati i costi delle materie prime, cibo, materiali di consumo, utenze e gli adeguamenti normativi continui non sono a costo zero. Le offerte e i contributi spese sono sempre più risicati". Per garantire posti di lavoro e la piena efficienza della struttura oltre ad ospitare cani e gatti abbandonati la Maggiolina offriva anche un servizio di pensione per gli animali. "Abbiamo sempre tenuto i prezzi delle pensioni sotto la media, nonostante il servizio offerto, fatto sconti ai padroni di cani e ai gatti adottati nei canili e alle persone meno abbienti. E questo non ha contribuito a fare cassa ma a noi sembrava giusto così. Se non si troveranno sostenitori e finanziatori La Maggiolina colerà a picco inesorabilmente. Cesserà l'attività di protezionismo, cesseranno le pensioni, gli immobili verranno venduti (nel tempo, ora è quasi impossibile), ogni animale qui presente sarà trasferito in altre strutture. Sull'erba di questi prati e negli sgambi sorgeranno altre attività, magari una pista di go-kart o un campo di calcetto". Per dare una mano telefonare allo 0362 96430.

Articolo di: Laura Ballabio

Il Giorno

2011-12-30